Funesto Festival · Seconda edizione

Programma

16 ottobre – 28 novembre 2026 · Bergamo e dintorni

Diciannove appuntamenti in sei settimane, raccolti in cinque sezioni. Tutti a ingresso libero, con la possibilità di lasciare un contributo responsabile a sostegno del festival.

Ritual

Affronta il tema della ritualità, del rapporto fra i riti, la loro supposta assenza nella nostra società e la morte, il dolore, il lutto, il cordoglio.

Ritual Reading

Mentre morivo

Un carro con alcune figure procede su una strada sterrata polverosa, in duotone viola e azzurro

16 ottobre, ore 21.00

Cineteatro Carisma
via Vimercati Sozzi, Gorlago

8 novembre, ore 18.00

Auditorium A. Gramsci
largo Cartesio 1, Verdellino

“Mentre morivo” è un romanzo di William Faulkner. La vicenda ruota intorno alla sepoltura di Addie Bundren, moglie e madre delle voci narranti che si alternano durante i vari capitoli del libro. La famiglia Bundren si è infatti riunita per consacrare un rito: Addie, quand’era ancora in vita, aveva chiesto di essere seppellita a Jefferson, la sua città originaria. Il viaggio “verso casa” di Addie si trasformerà ben presto in un’odissea dai tratti biblici.

Voce narrante: Arianna Scommegna
Musica: Banda Musicale Città di Seriate APS, diretta dal maestro Emanuele Cicinato
Riduzione drammaturgica: Giorgio Personelli

In collaborazione con Fiato ai Libri

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Ritual Teatro

L’archivio delle anime. Amleto

Un uomo con cappello a cilindro accanto a figure di scena, in duotone viola e azzurro

31 ottobre, ore 21.00

Teatro Renzo Vescovi
via Bartolomeo Colleoni 21, Bergamo

Un omaggio alla tragedia shakespeariana, adottando un narratore inusuale, il becchino del cimitero di Elsinore. Sarà lui a celebrare questo dramma, intessuto di domande e di dubbi che hanno un’unica certezza: la morte. Quella dei personaggi e, forse, quella di tutti noi, condannati a vivere sempre uguale il nostro destino. Il becchino ci accompagnerà nel suo cimitero, fatto di trucchi ed artifici, in cui forse è ancora possibile lasciarsi incantare.

Una creazione di Massimiliano Donato e Naira Gonzalez
Con Massimiliano Donato

In collaborazione con #tuoCarmine

Prenota il posto

Ingresso gratuito con prenotazione.

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Ritual Incontro + teatro

In assenza

ore 18.00

Un uomo e una donna seduti su un muretto di pietra all'aperto, in duotone viola e azzurro

21 novembre

Cineteatro Qoelet
via Papa Leone XIII 22, Bergamo (Redona)

I riti, nella loro ripetizione e coincidenza, riescono ad instaurare una relazione tra gli esseri umani. Nel saggio “La scomparsa dei riti. Una topologia del presente”, Byung-Chul Han parla di comunità della risonanza che si creano attorno alle pratiche rituali, capaci di aprirsi all’ascolto dell’altro, individuando un ritmo comune. Un esempio è quello dei riti funebri, eventi che rafforzano un sentimento collettivo, alleviando la percezione individuale del lutto. L’antropologo Felice Di Lernia ci guiderà in una riflessione attorno a questi temi.

La vita resistente

ore 20.30

Spegnere le candeline al buio cantando tutti una stessa canzone, vegliare una persona cara seduti in silenzio, manifestare in piazza… I riti e le cerimonie sono azioni umane genuine capaci di far apparire la vita in chiave festosa e magica, mentre la loro scomparsa la dissacra e la profana, rendendola mera sopravvivenza. La vita resistente racconta la nostra storia, quella di tutti noi esseri umani, che viviamo su questa terra in questo tempo. Per farlo siamo partiti da noi, Marcela, nata in Argentina da padre triestino e madre libanese e Andrea, nato a San Daniele del Friuli da madre e padre friulani di San Daniele.

Di e con Marcela Serli e Andrea Collavino

In collaborazione con l’Associazione Le Piane di Redona e Gruppo Tobia

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Oltre il buio

Dedicata alle ferite lasciate dagli “anni di piombo” e al valore della giustizia riparativa come strumento per il superamento dei conflitti e una possibile pacificazione, personale e collettiva.

Oltre il buio Incontro + reading

Attraversare i ricordi

ore 18.00

Una donna tiene in braccio un bambino in una fotografia di famiglia d'epoca, in duotone viola e azzurro

7 novembre

Auditorium di Gazzaniga
via Giuseppe Mazzini 9

Giuseppe Culicchia è uno scrittore, saggista e traduttore italiano. Ha pubblicato oltre trenta libri ed è tradotto in dieci lingue. Tra il 2021 e il 2025, ha scritto una trilogia (Il tempo di vivere con te, La bambina che non doveva piangere, Uccidere un fascista) che, a partire da una vicenda famigliare, racconta le ferite ancora sanguinanti degli anni di piombo. Durante l’incontro, si parlerà di letteratura, memoria famigliare e collettiva. Attraversando ricordi che si muovono tra dolore e pace, tra tragica assenza e possibile rinascita.

Conduce l’incontro Matteo Bianchi, bibliotecario

Il tempo di vivere con te

ore 20.30

Culicchia ha scritto “Il tempo di vivere con te” per affrontare un lutto personale inestinguibile. Le morti violente di suo cugino Walter Alasia, al cui nome è legata la colonna milanese delle Brigate Rosse, del commissario di Polizia Sergio Bazzega e del vicequestore Vittorio Padovani sono una storia drammatica che lo riguarda da vicino. Per l’Italia è un fatto pubblico, uno dei tanti episodi tragici di quegli anni; per lui e la sua famiglia è un dolore lacerante.

Voce narrante: Alberto Salvi
Musica: Filippo Sala (percussioni)

In collaborazione con Presente Prossimo

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Oltre il buio Incontro

Sanare le ferite

Un interno spoglio con un tavolo di legno, due sedie e una lampada sospesa, in duotone viola e azzurro

13 novembre, ore 21.00

Centro Sportivo
corso Roma 1, Seriate

Incontro sulla giustizia riparativa

Gli Anni di Piombo sono stati un lungo periodo di contrapposizioni violente, di morti colpevoli e morti innocenti; la storia del nostro Paese e la storia privata di tante persone ne sono rimaste sconvolte per sempre. Una spina nel fianco della nostra memoria collettiva, un enorme dolore nelle memorie familiari e personali. Se ne discuterà con due uomini che hanno attraversato quegli anni tra infinito dolore e rabbia e che hanno poi trovato una strada verso la risoluzione attraverso l’incontro con la giustizia riparativa.

Con Giorgio Bazzega e Oscar Alasia
Conduce Anna Cattaneo, mediatrice di InConTra ETS, Centro Giustizia Riparativa e Mediazione Umanistica

In collaborazione con Spazio Circo

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Noi, che restiamo

Indaga l’impatto del lutto nei percorsi esistenziali quotidiani attraverso il racconto, mediato da linguaggi espressivi diversi, di vicende private ed intime.

Noi, che restiamo Mostra

Magic and Loss

Il volto di un corpo pietrificato dalla tecnica di Paolo Gorini, in duotone viola e azzurro

Dal 30 ottobre al 2 novembre

Spazio Cento4
via Borgo Palazzo 104, Bergamo

Aperture 31 ottobre, 1 e 2 novembre
10.30–12.30 e 16.30–18.30

Nel XIX secolo, lo scienziato Paolo Gorini sperimentò una soluzione in grado di “mineralizzare” le sostanze organiche, ovvero di riprodurre artificialmente un processo simile a quello che permette la formazione dei fossili. Utilizzando questa tecnica pietrificò decine di cadaveri. I preparati pietrificati fornivano agli studiosi corpi adatti alle esercitazioni anatomiche. Il fotografo Enrico Bedolo ha ritratto alcuni di questi preparati: “molti dei corpi pietrificati da Gorini non venivano reclamati, perché appartenevano a persone vissute ai margini della società, dimenticate o ignorate. Avvicinandomi a questi corpi, cerco di far emergere ciò che in vita non è stato riconosciuto. Ogni fotografia è un atto di cura, un modo per restituire loro dignità e bellezza.”

Inaugurazione

Venerdì 30 ottobre, ore 18.30

Un dialogo fra il fotografo Enrico Bedolo ed Elio Grazioli, critico d’arte e curatore.

Chiusura

Lunedì 2 novembre, ore 18.30

Il chitarrista Alberto Zanini rende omaggio a «Magic and Loss» di Lou Reed, album costruito sul tema del lutto e dell’assenza.

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Noi, che restiamo Musica + reading

La spirale del tempo

ore 17.30

Una mano scrive a matita su un quaderno aperto, in duotone viola e azzurro

1 novembre

Teatro Sant’Andrea
via Porta Dipinta 37, Bergamo

Concerto per pianoforte, con musiche di Pärt, Mompou, Janáček, Ravel, Sibelius e Skrjabin. Queste le parole dell’esecutore: “Il programma si sviluppa come un unico, ininterrotto flusso rituale. Non vi è una separazione netta tra i brani, ma una transizione continua attraverso gli stati dell’anima: dal vuoto meditativo all’urto della storia, dalla contemplazione della natura fino all’estasi del fuoco, per poi spegnersi laddove tutto è iniziato. Il silenzio non è l’assenza di suono, ma il grembo da cui ogni nota nasce e a cui infine ritorna.”

Al pianoforte Ernesto Maria Moretti

Cronaca

ore 18.30

Nel suo poemetto Ambrogio Previtali ricorda, ripete e rielabora la morte del padre, scrivendo la cronaca delle sue visite in ospedale, fino all’ultima, la più tragica. Le sue parole restituiscono, tra l’evidenza di immagini estremamente concrete e la complessità ermetica degli abissi interiori, quel momento della vita dove i figli accanto al padre e alla madre, ritornano bambini. Perché non c’è una mappa, una cura tra chi resta e chi invece è andato via, se non il difficile sentiero dove la malattia e la morte sono prima sofferenza, poi dolore e infine esperienza. Il reading è l’occasione per ascoltare il Silenzio che le parole tentano di conoscere, sapendo che sarà Lui a prevalere.

Scritto da Ambrogio Previtali
Voce narrante: Diego Bonifaccio · Musica: Vito Panza

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Noi, che restiamo Cinema

Il Secondo Principio di Hans Liebschner

La locandina del film Il Secondo Principio di Hans Liebschner, in duotone viola e azzurro

14 novembre, ore 21.00

Auditorium CULT!
via N. Duzioni 2, Bergamo

Johannes “Hans” Liebschner ha filmato la sua vita dal 1963 al 2012. Classe 1927, giunse in Italia per la guerra e ci rimase per amore di Iole, giovane bergamasca, dalla cui unione nacquero cinque figli maschi. In cinquant’anni di riprese amatoriali Hans realizza l’intimo racconto di una famiglia unita e felice, ma nel 2013, anno della sua morte, i suoi filmati finiscono in vendita in un mercatino dell’usato. Chi fu a disfarsi di quei preziosi ricordi? I figli Klaus e Peter tentano di svelare il mistero, ripercorrendo la storia di una famiglia che attraversa le trasformazioni sociali e culturali a cavallo del terzo millennio, incrociandosi con l’evoluzione tecnologica ed espressiva del cinema amatoriale.

Un film di Stefano P. Testa
Al termine della proiezione, dialogo fra il regista e lo psicologo Martino Doni

In collaborazione con Lab 80 film e Cinescatti — Archivio regionale del film amatoriale e di famiglia, Lombardia

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Noi, che restiamo Laboratorio riservato

Canzone per quello che resta

Un libro tessile ricamato appeso alla porta di legno di una casa, in duotone viola e azzurro

14 e 15 novembre

Spazio Family
via San Giovanni 1H, Bergamo

Cosa rimane della vita delle persone? Che storia raccontano i loro oggetti?

L’artista ed artigiana Giorgia Capoccia ha progettato “Canzone per quello che resta; laboratorio per la realizzazione di un libro tessile d’artista” come un piccolo rituale collettivo che raccoglie le storie intime dei partecipanti e ciò che queste storie, e le persone che le hanno vissute, hanno lasciato su questa terra (vestiti, oggetti, fotografie). Il prodotto del laboratorio verrà presentato domenica 22 novembre, in occasione del convegno “Il mio modo di restare”.

Condotto da Giorgia Capoccia

In collaborazione con Il Cerchio di Gesso APS

Il laboratorio non è aperto al pubblico: è rivolto alle donne del gruppo informale Circolo Funesto, nato in collaborazione con Il Circolo dei Narratori di Bergamo.

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Noi, che restiamo Convegno

Il mio modo di restare

Un bambino di spalle sulla riva di un lago, in duotone viola e azzurro

22 novembre, ore 17.00

Sala Civica, Centro Civico
piazza della Pace, Ciserano

Nel corso dell’ultimo anno, Sguazzi ha collaborato con diversi comuni del territorio, con l’Ordine dei Medici di Bergamo e con l’Ospedale Papa Giovanni XXIII per promuovere una riflessione approfondita sulla Legge 219/2017, “Norme in materia di Consenso Informato e Disposizioni Anticipate di Trattamento”. I numerosi incontri sin qui svolti hanno coinvolto bioeticisti, medici, tanatologi, amministratori locali, attori, musicisti e comuni cittadini.

È stato inoltre organizzato un laboratorio residenziale che ha permesso ai partecipanti di riflettere sui temi della propria morte e del lutto. Il fotografo Michele Foresti ha infine realizzato un libro che, con sguardo estremamente poetico, traduce in fotografia gli spunti emersi grazie al progetto. Il convegno vuole raccontare tutto questo attraverso le parole dei suoi protagonisti e mostrando i prodotti artistici che sono stati realizzati lungo il percorso.

Tra gli ospiti, il bioeticista Alessio Musio
Musica di Henrik Andersen e Simona Zanini

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Noi, che restiamo Teatro

Strappi

Un gruppo di persone si abbraccia in scena durante uno spettacolo, in duotone viola e azzurro

28 novembre, ore 18.00

Sala della Comunità
piazza Amedeo d’Aosta 9, Levate

Non ci sei più. Non ho più desideri. Non ho più orizzonti. Sto nei giorni che passano. Nel tempo perso. “Cosa mi dice la vita dopo avermi strappato via il corpo amato?” Eppure, respiro e creo. Anche quando il vuoto fa paura, anche quando campo su una voragine e a volte precipito e non voglio più risalire. Così incarno le mie ferite e le do in pasto al pubblico. Vivendo quotidianamente uno stretto conflitto tra dramma privato e rito pubblico. Perché creare è il mio modo di resistere alla tua assenza.

Con i partecipanti di Corpi Sovversivi, laboratorio teatrale di Sguazzi ODV, condotto dalla regista Silvia Briozzo

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Il cadavere

Percorso di formazione per docenti e studenti delle scuole superiori sul tema della percezione della morte nell’adolescenza, a partire dal film “Stand by me”. I due appuntamenti non sono aperti al pubblico: sono rivolti alle scuole che hanno aderito al progetto.

Il cadavere Laboratorio riservato

Leggere e vedere la morte a scuola

Due ragazzini, uno appoggiato alla spalla dell'altro, in duotone viola e azzurro

9 novembre, ore 15.00

Sala Mimmo Boninelli, Biblioteca Civica Antonio Tiraboschi
via San Bernardino 74, Bergamo

«Ma voi avete mai visto un corpo umano senza vita?», chiede un professore alla classe prima di iniziare a leggere, ma senza sapere ancora che quell’ora sarebbe passata in tutt’altro modo.

Attraverso la lettura di alcune pagine del romanzo di Stephen King “The body” e la visione di scene del film “Stand by me”, tratto dal romanzo stesso, il laboratorio è dedicato al rapporto fra gli adolescenti e la morte ed è rivolto agli insegnanti delle scuole superiori del biennio. Curato e condotto dagli operatori dell’Istituto Il Minotauro, da più di quarant’anni impegnati in attività di prevenzione del disagio giovanile, fornisce indicazioni utili per analizzare con le classi il romanzo e il film, con particolare attenzione al tema del lutto.

In collaborazione con Lab 80 film, AFP Patronato San Vincenzo, Assessorato Servizi Educativi e Scolastici e Politiche Giovanili del Comune di Bergamo, Sistema Bibliotecario Urbano

Rivolto agli insegnanti delle scuole superiori di Bergamo che hanno aderito al progetto.

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Il cadavere Cinema riservato

Stand by me. Ricordo di un’estate

La locandina del film Stand by me, in duotone viola e azzurro

19 novembre, ore 10.30

Auditorium CULT!
via N. Duzioni 2, Bergamo

“Avevo dodici anni, quasi tredici, la prima volta che vidi un essere umano morto. Successe nel 1960, tanto tempo fa… anche se a volte non mi pare così lontano.”

Esattamente 40 anni fa, quando Stephen King assistette all’anteprima di “Stand by Me. Ricordo di un’estate” di Rob Reiner, tratto da un suo racconto, pianse dall’emozione. Il film l’aveva fatto tornare con la memoria ai tempi in cui era un bambino. La storia ha per protagonisti quattro ragazzini e ruota attorno alla ricerca del cadavere di un amico scomparso. Un viaggio iniziatico indimenticabile. Un capolavoro ancora vivacissimo e commovente.

Un film di Rob Reiner

In collaborazione con Lab 80 film, AFP Patronato San Vincenzo, Assessorato Servizi Educativi e Scolastici e Politiche Giovanili del Comune di Bergamo, Sistema Bibliotecario Urbano

Rivolta alle scuole superiori di Bergamo che hanno aderito al progetto.

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Cancellare numeri, scrivere nomi

Affronta il dramma delle morti sul lavoro, restituendo dignità e identità alle vittime, oltre il dato statistico.

Cancellare numeri, scrivere nomi Cinema + incontro

Articolo 1

ore 20.30

Due operai con il gilet ad alta visibilita su una scala di cantiere, in duotone viola e azzurro

16 novembre

Sala dell’Orologio
piazza della Libertà 7, Bergamo

Ispirato agli articoli del giornalista Marco Patucchi e al libro “Operaicidio”, da lui scritto insieme al magistrato Bruno Giordano, un documentario che affronta il tema delle morti sul lavoro con sguardo lucido e coinvolgente, restituendo voce e dignità a chi spesso viene dimenticato. Girato tra Roma, Fondi, Lucca, Pescia e Piombino, il film porta sullo schermo le testimonianze toccanti dei famigliari, degli amici e dei colleghi.

Un film di Luca Bianchini

Dire chi erano

ore 21.30

Il regista Luca Bianchini, il giornalista Marco Patucchi e il magistrato Bruno Giordano parlano del documentario “Articolo 1” e del libro “Operaicidio”, con particolare attenzione al significato sociale, economico, umano — privato e pubblico — di una vera e propria guerra civile che il nostro Paese sembra non saper affrontare.

Con Bruno Giordano, Marco Patucchi e Luca Bianchini
Conduce Mara D’Arcangelo, responsabile della Biblioteca “Di Vittorio” della CGIL di Bergamo

In collaborazione con CGIL di Bergamo

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Ingresso libero a tutti gli eventi

Con la possibilità di lasciare un contributo responsabile a sostegno del festival.

Per informazioni sull’accessibilità dei luoghi scrivici a funestofestival@gmail.com.