Le parole sono pietre

Cari Sguazzanti,

Vi invito a leggere il libro di Carlo Levi “Le parole sono pietre”.

Ve lo sponsorizzo perché nel libro ho ritrovato due aspetti affrontati finora da Funesto Festival attraverso le proposte degli spettacoli “Giacomo” del Teatro dei Borgia a Bergamo e “The Yoricks. Intermezzo comico” del Teatro Tascabile a Clusone.

Il primo tema è quello dell’antifascismo come difesa determinata della democrazia e denuncia di sopraffazioni e violenze, il secondo è quello della prossimità eterna di morte e vita che si intrecciano in una danza simbolica di attrazione e repulsione.

Nel libro che vi propongo infatti Levi pubblica il resoconto di tre giornate che trascorre in Sicilia tra il 1951 e il 1955 incontrando contadini, braccianti, operai, minatori, latifondisti, carabinieri, funzionari pubblici e monsignori sullo sfondo di un territorio sterminato di campi gialli, lava nera, blu stordente del mare e miseria profonda dove la riforma agraria, sostenuta anche da Matteotti trent’anni prima, viene osteggiata con violenze, inganni e mafia. Tutto ciò non poteva non rimandarmi allo spettacolo del Teatro dei Borgia che ha riproposto i discorsi appassionati e disperati di Matteotti e il tema della lotta sociale per la difesa di diritti e democrazia.

Nel libro si parla anche del cimitero dei Cappuccini di Palermo visitato da Levi. Si tratta di una vasta catacomba nella quale a partire dal 1500 e fino ai primi del ‘900 sono stati inumati i palermitani e dove i corpi imbalsamati con le differenti tecniche di epoche diverse si conservano quasi intatti per le particolari condizioni climatiche del luogo. Nei corridoi di questa catacomba, che i vivi possono visitare camminando sulle lapidi dei morti, si trovano circa 8.000 salme sepolte sotto i pavimenti, appese alle pareti, collocate nelle nicchie, stese in sarcofaghi aperti, sedute e rannicchiate. Questo scenario è un po’ lo stesso della Danza macabra di Clusone dove i morti stanno con i vivi ed è un po’ lo stesso dello spettacolo “The Yoricks” del Teatro Tascabile con i bizzarri monaci/scheletro che scherzano con il pubblico dei vivi.

Insomma se potete leggetelo o comunque leggete perché in letteratura tutto torna.

p. s. Carlo Levi, medico, pittore e antifascista, è sepolto ad Aliano in Basilicata, dove i fascisti lo avevano confinato credendo di spezzarlo inviandolo in un luogo poverissimo fuori dalla civiltà, lui che era di Torino. Invece di spezzarlo lo hanno al contrario arricchito e rinforzato perché quel luogo di confino con i suoi abitanti disperati, Levi lo ha profondamente amato tanto che ha voluto farsi seppellire ad Aliano “vista” calanchi.

Buona lettura

Angela

In questa lettera
Carlo Levi, «Le parole sono pietre»

«Letture funeste» raccoglie le lettere con cui Angela consiglia un libro agli altri volontari di Sguazzi.

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