
di Michele Foresti
Gypsophila biancaPiangereTrattenere il respiroCrisantemoFareUscireEderaScrivereFiore artificialeOrtensiaRespirareUrlare

17 gennaio
Entro nel Cimitero e vago. Non l’avevo mai fatto.
Le piante incolte, i fiori morti, i cellophane dimenticati, le lapidi su cui non è più leggibile il nome, i fiori finti, alcune statue. I colori attirano la mia attenzione. Si sforzano di avvicinarsi al grigio? Piove.
Non so assolutamente dove siano sepolti i miei nonni.
18 aprile
Lia ha quasi 6 anni, in queste sere ha dei pensieri. Si è resa conto che la morte è possibile e mi chiede dei nonni e di noi. «Papà, ma se scoppia un incendio e moriamo tutti?»
2 agosto
Sto all’ingresso del cimitero, fermo. Cammino qua e là, i no si accumulano. Una sensazione di disagio mi prende la schiena.
Ascolto una donna lamentarsi con un custode dell’incuria di alcuni vialetti. «Anche perché il cimitero è la carta di identità di una città».
Me lo appunto e vado via.
Il progetto è nato dopo Funesto 2024, attorno alla legge 219/2017 sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento. Negli incontri il bisogno delle persone era un altro: parlare delle perdite, delle assenze.
Le fotografie sono arrivate dopo, nelle case di donne che hanno perso il marito o il compagno e all’ingresso del Cimitero Monumentale di Bergamo, dove i visitatori si fermano a comprare i fiori.










Michele Foresti (1984) vive e lavora a Bergamo. Laureato in filosofia, ha coordinato il Laboratorio Tantemani, progetto che intreccia pratiche artistiche, serigrafia e lavoro sociale, e Bandita, la rivista nata al suo interno. Nel 2020 si avvicina alla fotografia di grande formato. Dal 2025 frequenta il programma biennale di fotografia autoriale The Soul and The Machine. La sua ricerca esplora il rapporto tra gesto, immagine e partecipazione, costruendo situazioni in cui le persone fotografate contribuiscono alla nascita dell’immagine.
Questo libro è stato pubblicato all’interno del progetto «Il mio modo di restare», promosso dall’associazione Sguazzi e finanziato con il contributo di Fondazione della Comunità Bergamasca. Si inserisce nella traiettoria artistica e culturale di Funesto Festival.
Progetto e fotografie di Michele Foresti.
Editing di Nausicaa Giulia Bianchi.
Copertina e design di Simone Bernardi.
Il libro è stato curato da Nausicaa Giulia Bianchi e Andrea Lanterna di IDA Fotografia.
Testi di Daniela Bernardo, psicologa e psicoterapeuta, e di Massimo Malanchini, coordinatore di Funesto Festival.
© Michele Foresti e Sguazzi ODV per le fotografie.
Finito di stampare nel mese di ottobre 2026 da PressPoint, Pero (MI), su carta Freelife Cento e cartoncino GF Smith Colorplan Amethyst.
Il libro è agli stand durante gli appuntamenti del festival. Altrimenti scrivete a funestofestival@gmail.com: ve lo consegniamo di persona quando capita di incontrarci, oppure lo spediamo, aggiungendo fra i 5 e i 10 euro per la spedizione.
Chiediamo una donazione a Sguazzi ODV, a partire da 15 euro.
Bonifico: IBAN IT67 O030 6909 6061 0000 0137 883, causale «Il mio modo di restare».
PayPal: il pulsante «Dona a Sguazzi ODV» nella pagina Sostienici.